Cina, la più grande sharing economy al mondo
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Mercoledì, 19 Luglio, 2017
Pechino punta sulla condivisione
Condivisione e sostenibilità: ecco i must del nuovo sistema economico cinese.

Sharing, sharing, sharing”. Il terzo millennio cammina ormai al ritmo di questo mantra. Se si parla di social network, il concetto di “condivisione” si perde nell’estemporaneità; ma se si fa riferimento all’economia, allora la questione prende una svolta interessante.

 

Sì, perché la sharing economy è ormai una protagonista indiscussa del mercato planetario. E questo non è l’assunto di qualche luminare di Harvard e dintorni, ma si tratta di un dato inequivocabile proveniente da uno dei principali ecosistemi monetari: la Cina, ormai leader indiscussa in questa disciplina.

 

I numeri non mentono. La sharing economy cinese valeva 229 miliardi di dollari nel 2015, crescerà del 40% nei prossimi 5 anni e contribuirà al 10% del PIL di Pechino entro il 2020. I primi risvolti positivi arrivano soprattutto in termini di occupazione: nel 2016 oltre 600 milioni di persone sono state coinvolte in questo sistema (100 milioni in più del 2015), con le nuove assunzioni che hanno toccato quota 5,85 milioni.

 

Insomma, la stessa mentalità d’impresa cinese sta cambiando: ogni giorno nascono nuove società che scalfiscono la pensionata visione della proprietà, stimolando la voglia di condividere. Non sorprende perciò che a Pachino ci sia chi guadagna milioni affittando palloni da basket tramite distributori automatici nei campetti della capitale (Nate Liu); o chi intraprende lo stesso cammino noleggiando 3 milioni di ombrelli nei dintorni delle stazioni ferroviarie (E Umbrella).

 

L’esempio più calzante è però Didi Chuxing, società gemella di Uber: la più grande start-up cinese vale attualmente 50 miliardi di dollari e sta cercando di espandersi a livello globale, puntando anche all’America Latina.

 

In definitiva, l’espansione della sharing economy in Cina è un’ottima notizia non solo dal punto di vista del mercato, ma anche per la salvaguardia dell’ambiente: rendere sostenibile, anche solo in parte, il consumi della mastodontica economia cinese è una vera e propria boccato di ossigeno in questo senso. La prossima sfida per Pechino è dunque rappresentata dai futuri decreti di regolamentazione del settore, per rendere strutturale l’aumento della sharing economy e metterla al riparo da macroscopici crack.

 

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