L’auto del futuro? Condivisa, autonoma e connessa
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Giovedì, 22 Dicembre, 2016
Cosa aspettarsi dal mercato automobilistico
Le abitudini dei consumatori alla guida dell’automobile sono in evoluzione. Questo potrebbe portare a profondi cambiamenti nei modi in cui le vetture sono disegnate, acquistate e usate

Dalla sua invenzione 130 anni fa, l’auto è stata un’icona di libertà, indipendenza, potenza e status. Eppure, la maggior parte delle auto passa il 95% del suo tempo nei garage e nei parcheggi senza essere utilizzata. E gran parte del tempo che rimane è trascorso nel traffico. Nel 2014, ad esempio, i guidatori statunitensi hanno trascorso 6,9 miliardi di ore nelle loro vetture a causa degli ingorghi (circa 42 ore a persona).

 

Emerge quindi il desiderio di una maggiore connettività. I consumatori, in particolare i più giovani, sono abituati a usare la connessione internet anche in altri momenti della loro giornata e non vogliono estraniarsi da tutto ciò quando salgono sulla loro auto e chiudono la portiera.

 

I produttori stanno lavorando con le compagnie di device tecnologici per rendere fruibili tali servizi anche durante la guida. Per esempio, Mercedes-Benz ha annunciato una collaborazione con Microsoft per offrire una serie di servizi online, strumenti di navigazione e sistemi d’intrattenimento su piattaforme inserite nel veicolo. Non sorprende dunque che per il settore delle auto con capacità di connessione è prevista una crescita quadrupla dei ricavi, da 37,5 miliardi di dollari nel 2015 a 151,8 miliardi nel 2020.

 

Un’ulteriore evoluzione riguarda il costante processo di automatizzazione dell’esperienza di guida, iniziato già negli anni 90 con l’introduzione del cruise control. Oggi diversi autisti hanno la possibilità di usare device che controllano se il veicolo supera la velocità massima o che riducono il loro impegno in diverse situazioni, come le manovre di parcheggio. I sistemi anticollisione possono poi eseguire automaticamente una frenata di emergenza se l’auto è a rischio incidente.

 

Il prossimo passo sarà l’eliminazione totale dell’onere della guida. La sperimentazione di alto profilo svolta da una nuova generazione di aziende tecnologiche (in primis Google) ha spinto le maggiori case automobilistiche ad accelerare la loro ricerca sui veicoli a funzionamento completamente autonomo.

 

Il gruppo di ricerche di mercato IHS si aspetta che saranno venduti 600.000 veicoli autonomi entro il 2025, con un tasso di crescita annuo del 43% per la decade successiva.

 

Molti osservatori credono però che la transizione sarà graduale. Le previsioni di Exane BNP Paribas, ad esempio, suggeriscono che i veicoli completamente automatizzati rappresenteranno solo il 15% del mercato dei veicoli autonomi entro il 2035, con la maggior parte delle auto ancora basate sull’intervento umano in alcune situazioni.

 

Accanto a questi cambiamenti tecnologici, nuovi approcci alla mobilità stanno minacciando un altro vecchio concetto: la proprietà individuale dell’auto. Molte compagnie emergenti hanno focalizzato l’attenzione sul concetto della “sharing economy”: un modello di business che offre la mobilità come un servizio e non più come un prodotto.

 

Sembra chiaro che nei prossimi anni questi trend (aumento della connettività, automatizzazione e nuovi modelli di mobilità) si intrecceranno in vari e intriganti modi.

 

Case automobilistiche, fornitori, aziende tecnologiche consolidate e nuove start-up sono quindi impegnati in un turbinio di acquisizioni, alleanze e accordi per ottenere una buona posizione durante quella che potrebbe essere una lunga ed entusiasmante gara.