L’Intelligenza Artificiale nel settore logistico
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Giovedì, 10 Maggio, 2018
DHL esplora le nuove sfide e opportunità in ambito tecnologico

Oggi l’Intelligenza Artificiale (AI) è parte integrante delle nostre giornate, anche grazie ai progressi della tecnologia, che la rendono sempre più accessibile. In particolare il settore della logistica sta cambiando.

Gli esperti di IBM e DHL hanno approfondito questa tematica per fornire le giuste risposte ai dubbi più diffusi.

 

Il termine Intelligenza Artificiale è stato coniato nel 1956 da John McCarthy. L’argomento, da allora, ha suscitato grande interesse dando avvio a numerose ricerche e scoperte.

Si tratta dell’insieme di studi e tecniche per creare macchine in grado di risolvere problemi e riprodurre attività tipiche dell'intelligenza umana, attraverso computer dotati di opportuni software. Ci sono molte ragioni che portano a pensare che questo sia il momento migliore per puntare sull'Intelligenza Artificiale anche nel settore della logistica, per il suo grande potere di ottimizzare l’attività e creare valore aggiunto.

 

In particolare l’Intelligenza Artificiale può aiutare a gestire le informazioni di contatto, verificando che siano costantemente aggiornate e dettagliate. Il rischio di errori dispendiosi per le aziende si riduce notevolmente, e cresce la possibilità di tenere sotto controllo tutti gli aspetti legislativi, ottenendo risultati ottimali.

 

DHL ha sviluppato uno strumento basato sull'apprendimento automatico per evitare ritardi nei tempi di trasporto delle merci: il modello di machine learning è in grado, infatti, di prevedere ritardi nella spedizione, identificando i fattori principali che li determinano, e aiutando i corrieri a pianificare metodologie di intervento mirato.

L’AI consente agli operatori logistici di interagire con i sistemi informatici proprio come farebbero con un altro essere umano. La capacità di automatizzare input, memorizzare e recuperare informazioni tramite l'interazione vocale riduce tempo e complessità di quelle attività che richiederebbero l'inserimento manuale o la ricerca di informazioni.

Il British Research Laboratory, insieme a DHL e DAF Trucks, ha avviato un progetto sulle autostrade del Regno Unito. Presto sarà possibile ottenere veicoli che operano in modo completamente autonomo, senza pilota o in collaborazione con un addetto alle consegne.

Tra i vari esempi di realtà innovative, la startup americana Robby Technologies sta sviluppando robot che interagiscono con gli esseri umani attraverso il linguaggio, per snellire le operazioni di consegna a costi inferiori. Si tratta di validi strumenti capaci di migliorare le proprie performance, affrontando situazioni sempre nuove.

 

Cambia anche il rapporto tra fornitori di servizi logistici e clienti finali, perché l’AI può aiutare a personalizzare i punti di contatto fra le due parti, aumentando la fidelizzazione. Nel 2017, DHL Parcel è stata tra le prime società a offrire un servizio vocale per tracciare la consegna e fornire informazioni, mediante Alexa di Amazon. Il cliente,per mezzo di uno speaker, può fare domande ad Alexa senza muoversi da casa, così da seguire la spedizione e segnalare eventuali problemi, rilasciando anche indispensabili feedback.

Un’altra frontiera interessante è quella della logistica anticipata, che consiste nel fare previsioni su ciò che i clienti acquisteranno, accorciando ulteriormente i tempi di consegna. Si tende sempre più verso un paradigma proattivo e predittivo.

Allo stesso tempo si rende necessario sviluppare standard e regolamenti per garantire il continuo progresso dell’AI e ottenere i massimi benefici da essa.

DHL crede nel grande potenziale della tecnologia in ambito logistico ed è proprio questo il momento di cogliere le notevoli opportunità dell’Intelligenza Artificiale.

 

 
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