La rivoluzione 3D
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Mercoledì, 28 Dicembre, 2016
Uno studio DHL analizza le stampanti 3D e il loro ruolo nella produzione industriale
La tecnologia 3D sta guadagnando sempre più importanza, rivelandosi un’ottima alleata per la supply chain

Ammettiamolo: la prima volta che ci siamo trovati di fronte a una stampante 3D siamo rimasti a bocca aperta, non credendo possibile che una macchina fosse in grado di creare dal nulla veri e propri oggetti.

 

Il nostro stupore è motivato: il meccanismo delle stampanti 3D ha il potenziale per trasformare sia la produzione industriale che la supply chain. I prodotti possono essere infatti realizzati a prezzi decisamente inferiori senza essere scolpiti, plasmati o costruiti laboriosamente.

 

DHL ha condotto uno studio che analizza utilizzo e implicazioni di questa tecnologia all’interno di settori diversi: il report “3D Printing and the Future of Supply Chain” riconosce la portata rivoluzionaria della stampa 3D, indicandola come uno dei trend che più saranno in grado di trasformare la logistica del futuro. Le compagnie potrebbero infatti unire le forze con gli operatori logistici per creare apposite aree in cui creare prodotti “on demand”, riducendo drasticamente tempistiche di produzione, necessità di stoccaggio e spostamenti.

 

Sempre più aziende sembrano riconoscere i benefici della tecnologia 3D. In primis Airbus, che ha già introdotto 1000 parti stampate in 3D sul modello A350: ciascuna di queste parti pesa meno della metà dell’originale, andando a diminuire sensibilmente il peso del velivolo.

 

Anche la NASA sta sperimentando la stampa di componenti per razzi ed è ora giunta alla produzione del 75% delle parti necessarie a costruire un motore: turbine, iniettori e valvole sono state testate con successo, dimostrando che sia possibile spingersi oltre.

 

General Electrics ha recentemente aperto un centro specializzato per la produzione 3D di parti come ugelli per motori a getto, investendo ben 40 milioni di dollari nell’impianto. Il gruppo BMW ha invece integrato ben 10’000 pezzi stampati in 3D nella produzione della Rolls Royce Phantom, preparandosi ad applicare la tecnologia anche su altri modelli.

 

Nel frattempo, il Dubai’s Museum of the Future ha da poco svelato al pubblico il primo palazzo adibito a ufficio: una stampante 3D ha creato l’edificio strato per strato in cemento, impiegando 17 giorni per dar vita ai 250 metri quadri che lo compongono.

 

La tecnologia 3D può portare benefici anche in ambito sociale, specialmente nel provvedere beni primari nelle zone più remote del mondo. Il report DHL riporta l’esempio della start-up re:3D, che ha donato un “Gigabot” per realizzare vestiti e altri prodotti di uso quotidiano.

 

Cosa aspettarsi dal futuro? Difficile dirlo.

 

Se nel breve periodo la stampa 3D andrà ad integrare più che a sostituire le tecniche di produzione esistenti, col tempo la tecnologia si migliorerà sempre più in velocità, qualità e varietà di materiali.