UE: stop al geo-blocking
Testo
Martedì, 6 Dicembre, 2016
La normativa contro le barriere online fra Stati UE
In attesa di approvazione la bozza che si propone di eliminare l’uso massiccio di geo-blocking

Buone notizie per l’eCommerce: il Consiglio Europeo ha infatti approvato la bozza di regolamento che vieterà l’uso ingiustificato del geo-blocking all’interno dei Paesi membri.

 

Di cosa si tratta? In sostanza si parla dei blocchi geografici che limitano l’accesso ai contenuti sulle piattaforme online a seconda del Paese di residenza. Il nuovo regolamento si propone di rimuovere quelle che nel testo vengono definite “le discriminazioni basate sulla nazionalità, la residenza o il domicilio dei consumatori, in modo da dare maggiore impulso all’eCommerce”.

 

In questo modo verrà dato il via libera alla possibilità di acquistare su siti e portali differenti da quelli della propria nazione, per una serie di servizi che vanno dai pacchetti vacanze, alle auto a noleggio fino ad arrivare all’abbigliamento.

 

La bozza descrive i tre casi in cui chi vende beni o servizi non potrà discriminare il consumatore:

 

1)   Se il trader vende beni in uno Stato membro in cui è già prevista la consegna da parte del trader stesso o la location di ritiro è già concordata con il cliente.

 

2)    Se il trader fornisce servizi “elettronicamente” (website hosting, cloud, firewalls,…). Lo stesso non vale se la caratteristica principale è la fornitura di accesso o l’utilizzo di opere protette da copyright, oppure la vendita di opere protette da copyright in forma non fisica (ebook, musica online).

 

3)   Se il trader fornisce servizi direttamente nel Paese in cui opera, ad esempio l’alloggio in hotel, il noleggio di auto o la vendita di biglietti per eventi sportivi.

 

Inoltre, chi offre il servizio non potrà fornire forme diverse di pagamento a seconda della nazione di provenienza, né bloccare o limitare l’accesso al cliente alla propria interfaccia online.

 

L’accordo UE dovrà ora essere negoziato con l’Europarlamento.

 

La portata del regolamento sarebbe rivoluzionaria: se approvata, la normativa renderà più semplice l’acquisto di beni e servizi per i consumatori, permettendo loro di avere accesso a una gamma più vasta di offerte e di superare il problema dei costi di consegna troppo elevati.